Marrucini

I Marruccini occupavano le terre che, dal breve tratto di litorale compreso tra i fiumi Pescara (allora Aterno) e Foro, s’inoltravano nell’entroterra fino alle Gole di Popoli. Il nome deriva dall’uso di quel popolo di coltivare a scopo difensivo folte macchie di marruca lungo i pendii delle cittadelle arroccate. Infatti, la marruca è un arbusto spinoso e molto ramificato di sicuro effetto deterrente.

Marouca si chiamava altresì una importante città, nei pressi dell’attuale Rapino, dove si venerava la dea omonima. La città di Teate (Chieti) era il centro più importante dei Marrucini e, nel periodo di massimo splendore, raggiunse i 60.000 abitanti. Altre città furono: Cei (San Valentino in Abruzzo Citeriore), Interpromium (le rovine intorno all’abbazia di San Clemente a Casauria), Civitas Danzica (oggi Rapino). Ostia Aterni (Pescara) era il loro porto sull’Adriatico in comune con i Vestini.

Le vicende storiche raccontano delle guerre sannitiche e della guerra sociale contro Roma, culminate con la sconfitta dei Marrucini guidati da Erio Asinio.

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