Fortezza di Pescara

Nel 1510 Carlo V dispose la costruzione dell’imponente fortezza di Pescara. Nel 1566, la fortezza respinse l’assalto delle 105 galee ottomane al comando di Pialy Pascià nella cosiddetta Battaglia di Pescara. Nel 1707 fu attaccata dagli austriaci guidati dal conte Wallis e capitolò dopo due mesi di assedio, nonostante la strenua difesa opposta dall’esercito di Giovanni Girolamo II d’Acquaviva, duca di Atri. Gli spagnoli di Carlo di Borbone riconquistarono la fortezza nel 1734, mentre nel 1798 fu conquistata dal generale francese Duhesme.

La Repubblica Napoletana durò solo un anno. Agli inizi del 1800 la città fu di nuovo occupata dai francesi di Giuseppe Bonaparte. Nel 1814 a Pescara si verificarono i moti carbonari contro il re di Napoli Gioacchino Murat, con l’intento di conquistare la fortezza e liberare i tanti patrioti rinchiusi nel bagno penale. Con la restaurazione borbonica, molti carbonari vennero rinchiusi proprio nelle prigioni di Pescara, tristemente note per le condizioni disumane in cui versavano i detenuti.

La fortezza è stata quasi completamente smantellata nei primi decenni del 1900 per lasciare il posto alla crescita urbanistica di Pescara. Oggi le strutture delle caserme e del bagno penale ospitano il Museo delle Genti d’Abruzzo e alcuni locali di Pescara Vecchia.

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