Brigata Maiella

Furono chiamati banditi i primi resistenti abruzzesi che nei paesi della valle dell’Aventino, vicino alle montagne della Majella e attraversata dalla linea Gustav, formarono nel 1943 le prime bande che si ribellarono ai soprusi dell’occupante tedesco. Braccati dai soldati di Hitler, sospettati dagli alleati anglo-americani per il loro legame al territorio e invisi al ricostituito Regio Esercito Italiano per la dichiarata fede repubblicana che professavano. Fu Ettore Troilo a vincere la diffidenza degli alleati conquistando la fiducia del maggiore britannico Lionel Wigram al cui comando si ebbero i primi scontri col nemico.

I vari gruppi ribelli si fusero a formare la Banda dei Patrioti della Maiella sotto il diretto comando alleato. La nuova formazione, che raggiunse il numero di 1.500 combattenti tutti abruzzesi, avanzò  a fianco della II Armata Polacca fino alla liberazione del nord dell’Italia, con riconosciuto contributo di valore e di sangue.

La indipendente collocazione della Brigata Maiella nello schieramento antinazista ha procurato qualche difficoltà e imbarazzo alle autorità della nuova Repubblica Italiana nel conferimento delle onorificenze ufficiali del dopoguerra.

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