Il ritrovamento del Guerriero

La conca tra Ofena e Capestrano, dove nasce e scorre il fiume Tirino, è zona particolarmente tiepida e adatta alla coltura della vite. Ebbene nel settembre del 1934 un contadino della zona, Michele Castagna, stava dissodando il suo terreno per impiantarvi una vigna quando scoprì lu mammocce (il pupazzo): il famoso Guerriero di Capestrano. Per quanto presumibilmente contrariato dall’imprevisto ostacolo al suo lavoro, il Castagna capì subito che si trattava di un ritrovamento importante tanto da recuperare anche il famoso copricapo,  le gambe spezzate, e conservare i reperti nel suo cascinale così da poter essere ricomposti come oggi esposti al Museo archeologico nazionale di Chieti.

La saggezza di quel contadino ha consegnato all’Abruzzo il suo emblema e al patrimonio archeologico nazionale uno dei reperti più importanti della civiltà italica.

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