Battaglia di Ortona

La città di Ortona è stata definita la piccola Stalingrado perché terreno di sanguinosi scontri, casa per casa, nell’ultimo conflitto mondiale. Dopo il 9 settembre 1943, giorno in cui proprio dal porto della cittadina abruzzese si imbarcò la famiglia reale in fuga, i comandi tedeschi concentrarono l’attenzione su quel punto della linea Gustav. Nella città deserta per l’ordine di evacuazione e già devastata dai frequenti bombardamenti alleati, cecchini e guastatori impegnarono per settimane le truppe anglo-canadesi che avanzavano da sud. Si combatté senza interruzioni in quel dicembre del ’43, Natale compreso. Ortona fu rasa al suolo, i caduti si contarono sull’ordine di oltre duemila, i civili patirono freddo e fame e in molti morirono.

In tanta follia gli esperti militari trovarono elementi innovativi dell’arte della guerra, come anche Winston Churchill rilevò.

A ricordo della battaglia di Ortona restano il Cimitero Canadese, il Museo della Battaglia, cimeli bellici nei parchi cittadini e la memoria dei pochi superstiti ancora in vita.

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