Battaglia di Pescara

Nel 1566 Pescara fu teatro di una battaglia tra la guarnigione arroccata nella fortezza (di cui ormai non resta quasi più traccia) e le galee ottomane al comando di Pialy Pascià. Gli assedianti erano forti di 105 navi e circa 7.000 uomini, ma dovettero cedere alla resistenza organizzata all’interno della Piazzaforte dal duca di Atri Giovan Girolamo II di Acquaviva. Questi, dal bastione principale, dispiegò un fuoco di sbarramento che dissuase l’ammiraglio turco dal perseverare nell’attacco.

Pialy Pascià sfogò la sua frustrazione sulle cittadine costiere a sud di Pescara e così caddero di seguito Francavilla  e il suo entroterra, Ortona, Vasto e Termoli. Tuttavia il comandante turco non conseguì l’obiettivo strategico della spedizione, ovvero la conquista delle Tremiti, proprio a causa della tenace resistenza di Pescara.

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