Transumanza

In Abruzzo la pratica della transumanza di trasferire le greggi dalle valli montane verso le pianure della Puglia ha radici ancestrali, preistoriche. Sui percorsi battuti dai pastori (i tratturi), gli antichi romani hanno tracciato alcune strade lastricate e hanno sovrapposto la loro lex  alle discipline informali a cui l’usanza sottostava. Da sempre i cani da pastore abruzzesi aiutano l’uomo a radunare e proteggere le greggi dai predatori, il lupo e l’orso, animali simbolo dell’Abruzzo. Questa regione, per l’antica vocazione pastorale, è stata storicamente il fulcro dell’attività transumante, tanto da coinvolgere in essa, in talune epoche, quasi l’intera popolazione. Solo da pochi anni si può dire che quella che è stata una vera epopea è  definitivamente cessata, ma ne restano chiare e vive le tracce nei tratturi ancora riconoscibili; nelle chiese-albergo, vere cattedrali nel deserto; nei punti di ristoro e di dogana e nelle caciare, i cosiddetti tholoi.

Per la pastorizia transumante oggi si mostra interesse storico e culturale, ma chi non mostra alcun interesse nostalgico verso di essa sono gli ultimi abruzzesi che hanno vissuto quella dura esperienza che fiaccava nel fisico e nel morale.

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