Terra degli eremi

L’Abruzzo è la terra degli eremi. I massicci montuosi della regione, con i loro recessi, hanno da sempre fornito naturale rifugio agli asceti che fuggivano la mondanità. In questi aspri territori il monachesimo medioevale si è diffuso e cresciuto soprattutto per la presenza e l’attività  di Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V.

Fin dai primordi i monaci si sono adoperati per trasformare cenge, grotte e anfratti in ricoveri poveri, semplici, ma estremamente affascinanti. Visitare oggi questi luoghi impervi sparsi in tutta la regione, crea nel turista- pellegrino una toccante suggestione e il desiderio di scoprirli tutti nella loro particolare e unica bellezza. Tra i più suggestivi ricordiamo l’eremo di San Bartolomeo in Legio e  di Santo Spirito a Majella a Roccamorice, Sant’Onofrio a Serramonacesca, Sant’Onofrio al Morrone a Sulmona, San Venanzio a Raiano, San Giovanni all’Orfento a Caramanico Terme e la grotta di Sant’Angelo a Palombaro. Purtroppo questo immenso patrimonio storico della regione non è adeguatamente valorizzato e spesso gli eremi sono chiusi o versano in uno stato di abbandono.

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