Camoscio d’Abruzzo

Il camoscio d’Abruzzo (Rupicapra pyrenaica ornata) è una sottospecie appenninica di camoscio, salvata dall’estinzione con l’istituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo nel 1922, quando erano rimaste solo poche decine di esemplari sui monti della Camosciara e della Meta. Oggi, grazie a reintroduzioni di successo, la popolazione di questo caprino selvatico conta circa 2.000 unità, distribuite sulle vette del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (di cui è il simbolo) e del Parco Nazionale della Majella.

Il camoscio d’Abruzzo vive in aree montane caratterizzate dall’alternanza di balze, dirupi, prati d’alta quota e boschi. In inverno soprattutto le femmine e gli esemplari giovani tendono a discendere sotto i 1.000 m per procurarsi il cibo. Il periodo degli amori è in autunno. Al termine di una gestazione lunga 6 mesi, la femmina partorisce un unico cucciolo.

Il camoscio d’Abruzzo si distingue dal camoscio alpino per la lunghezza delle corna: 30 cm nel primo, 20 nel secondo. Lupo, lince e aquila reale sono i suoi predatori naturali.

Si ringrazia la società-cooperativa La Camosciara per le splendide foto di questo superbo arrampicatore delle nostre montagne.

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