Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara il 12 marzo 1863. Noto anche con il soprannome di Vate, ovvero profeta, si è distinto come poeta, scrittore, militare e politico italiano, considerato un simbolo del Decadentismo e un eroe di guerra. Nel 1919, occupò la città di Fiume, non assegnata all’Italia dalle potenze alleate vincitrici della Prima Guerra Mondiale, a capo dei suoi “legionari”.

Con l’impresa di Fiume D’Annunzio definì il proprio mito di “superuomo”. Con il trattato di Rapallo del 1920, il governo italiano fece sgomberare i legionari da Fiume con la forza, tra le proteste di D’Annunzio, precursore del fascismo con lo slogan da lui coniato della “vittoria mutilata”. Visse in gioventù tra Pescara, dove la sua casa natale è oggi un museo, Francavilla al Mare (amico del pittore e fotografo Francesco Paolo Michetti) e OrtonaSan Vito, dove è sito il suo “eremo”. Morì nella sua villa di Gardone Riviera, ribattezzata il Vittoriale degli Italiani, il 1 marzo 1938.

Tra le sue maggiori opere in prosa si ricordano: Terra vergine (1882), Il piacere (1889), Giovanni Episcopo (1891), L’innocente (1892), Il trionfo della morte (1894), La vergini delle rocce (1895), Le novelle della Pescara (1902), Forse che sì forse che no (1910), Notturno (1916). Le raccolte poetiche principali sono: Primo Vere (1879), Canto novo (1882), Poema paradisiaco (1893), Alcyone (1903), Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi (1903-1912). D’Annunzio è anche noto come drammaturgo con La città morta e la Gioconda (1899), Francesca da Rimini (1901), La figlia di Iorio (1903), La fiaccola sotto il moggio (1905), La nave (1908), Le martyre de Saint Sébastien (1911).

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