Città d’Arte di Atri

Atri, in provincia di Teramo ma più vicina a Pescara, è una delle città d’arte d’Abruzzo, parte dell’area turistica delle Terre del Cerrano. Sorge su tre colli con vista del mare Adriatico e dei calanchi, tutelati dalla Riserva Naturale dei Calanchi di Atri.

La storia di Atri attraversa tre millenni. Chiamata dagli Illiri Hatria in onore della divinità Hadranus, si pensa che abbia dato il nome al mare Adriatico in virtù del suo antico prestigio, manifestato dalle monete cittadine, le più antiche monete italiche, risalenti al VI-IV secolo a.C. Il British Museum custodisce alcuni reperti etruschi rinvenuti ad Atri, testimonianza dei commerci della città adriatica con gli Etruschi. Fu un importante porto dei Piceni per i traffici con la Grecia, finché non divenne prima alleata di Roma poi sua colonia nel 289 a.C., distinguendosi per il proprio contributo nelle varie guerre e per aver dato i natali all’imperatore Adriano. Nel medioevo conobbe un periodo di decadenza. Sotto i Longobardi era parte del Ducato di Spoleto, poi feudo dei Conti d’Apruzio nel XII secolo. Acquistata dai Duchi d’Acquaviva nel 1395, divenne capitale del ducato d’Atri. Seguì la storia del Regno di Napoli fino all’unità d’Italia.

Il centro storico di Atri è un dedalo di viuzze ricche di monumenti, palazzi signorili e musei, in tutto 6. Il corso Elio Adriano attraversa Atri dalla piazza del Duomo alla Piazza del Comune, o Piazza Duchi D’Acquaviva, dove in epoca romana erano situate le terme e il foro. I principali luoghi di interesse sono il Duomo di Atri (1260), il Palazzo dei Duchi D’Acquaviva (1395), la chiesa di Santa Reparata (1355), la chiesa di Sant’Agostino (oggi Auditorium civico) del 1420, la Trecentesca chiesa di San Francesco d’Assisi, la chiesa di San Nicola (1181), la seminascosta chiesa della Santissima Trinità (XIII secolo), la chiesa di Santo Spirito (XIII secolo), la chiesa di Santa Chiara d’Assisi e il monastero delle Clarisse del 1260, la chiesa di San Giovanni Battista (XIV secolo). Ad Atri si trovano anche l’area archeologica del teatro romano, risalente al III-II secolo a.C., e un sistema di gallerie sotterranee che erano un antico acquedotto.

Soprattutto in estate, Atri è visitata da molti turisti che restano ammirati dai monumenti, dai musei, dalle bellezze naturalistiche, dai prodotti tipici e dai numerosi eventi artistici e culturali. Unisciti a loro, magari dopo una torrida giornata sulle spiagge di Silvi o Pineto o dopo aver sciato sul Gran Sasso!

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